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UPNDW Economics
Salvatore Bilotta
per UPNDW Economics
28 ottobre 2022 06:23 • 4 anni
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LE BANCHE CENTRALI NON VOGLIONO ANTICIPARE LA CURVA

Settimana ricca di appuntamenti con le banche centrali a partire dalla BOC , per passare oggi alla BCE e terminare domani con la BOJ.

Tre appuntamenti che proiettano gli operatori alla data del 2 Novembre con la FED, motivo per il quale ogni piccola indicazione su quale potrà essere il mood che guiderà i mercati verso la chiusura di questo 2022 sembra essere ben accetto.

Le speranze sono state accese in primis dalle parole del presidente della FED di San Francisco, che vede necessario un rallentamento nel rialzo tassi da parte della FED a partire dalla riunione di dicembre, nella quale ritiene sufficiente un rialzo di 50Bp o anche 25Bp, per non anticipare eccessivamente la curva del ciclo economico, e correre cosi il rischio di soffocare un’economia che sta fino ad oggi ancora rispondendo benissimo alle pressioni della banca centrale.

Inasprire ulteriormente le politiche monetarie senza dare il tempo all’economia reale di rispondere alle manovre della FED potrebbe soffocare improvvisamente l’economia che viene già vista al ribasso per il prossimo 2023 dal FMI e dai maggiori istituti di ricerca.

Questa prima speranza, di aver effettuato il famoso giro di boa delle politiche hawkish, è stata poi alimentata dalla decisione della BOC ieri di procedere ad un rialzo di soli 50Bp e non da 75Bp, come invece atteso.

Dobbiamo dunque andare a valutare quanto gli ultimi rialzi tassi effettuati dalle banche centrali, come ad esempio la BoC, siano oramai prossimi alla curva del ciclo inflazionistico.


LE BANCHE CENTRALI NON VOGLIONO ANTICIPARE LA CURVA


Notiamo subito come i rialzi tassi messi in campo dalla BOC siamo stati nulli nel finire del 2021 per poi trovare timido spazio rialzista solo nel marzo 2022, al termine del piano di QE messo in essere nel 2020 per le esigenze pandemiche.

I primi veri rialzi, oltre i 50Bp, si sono tuttavia verificati solo dal giungo 2022 con un rialzo da 100Bp, per poi giungere agli attuali 3.75Bp.

Ci sembra una corsa tutto sommato corposa, ma tutto ha un valore relativo, e mai come in questo 2022 si evidenzia come la correlazione dei rialzi tassi con l’andamento dell’inflazione sia estremamente forte.


LE BANCHE CENTRALI NON VOGLIONO ANTICIPARE LA CURVA


Se andiamo dunque a sovrapporre l’andamento dell’inflazione con i rialzi tassi, ci sembra ora più chiaro come l’inflazione fosse in realtà molto più alta già alla fine del 2021, mantenendo un ampio distacco con i tassi di interesse che hanno colmato il gap solo nell’ultima fase del 2022 per potersi ora quasi equiparare e gettare quindi la BOC in una fase di maggiore cautela ed attesa, per non finire con l’anticipare la curva inflazionistica.

È altrettanto vero ciò che è accaduto con la RBA, che vive la medesima condizione, ovvero una corsa al rialzo Tassi che ha rapidamente avvicinato le due curve fino quasi a correre il rischio di invertirle, dopo aver vissuto una fase di ampio gap tra i due parametri macroeconomici.


LE BANCHE CENTRALI NON VOGLIONO ANTICIPARE LA CURVA


Infine oggi la BCE , che era forse una delle ultime banche a lasciare un ampio gap tra i livelli inflattivi e i tassi di interesse, ha concluso la sua riunione con un rialzo da 75Bp, il che porta finalmente ad un maggiore avvicinamento dei due parametri e pone le basi per la BCE ad una fase attendista.

Il tutto ci proietta all’appuntamento con la FED del 2 Novembre, che trova ora supporto nei dati per un sostanziale rallentamento nella corsa al rialzo tassi e apertura per una fase attendista di risposta dall’economia reale.


LE BANCHE CENTRALI NON VOGLIONO ANTICIPARE LA CURVA


La reazione dei mercati è stata quasi nulla per l’euro, che ha mantenuto il suo profilo di correlazione inversa al dollaro usa che vive oggi una giornata di forza e rimbalzo dai minimi di questo ottobre, dando cosi uno storno alla moneta unica dopo il break out del canale discendente che ha guidato i prezzi fino ad oggi sotto la parità

Per il dollaro canadese la delusione è stata maggiore , perché inaspettata e le vendite sono state maggiori, special modo conto lo yen che vive finalmente un miglio respiro rialzista in attesa della BOJ di domani 28 ottobre 2022


LE BANCHE CENTRALI NON VOGLIONO ANTICIPARE LA CURVA


LE BANCHE CENTRALI NON VOGLIONO ANTICIPARE LA CURVA


Rimaniamo dunque in attesa della FED e della speranza che la pressione sull’economia reale sia ora al giro di boa, e si aprano speranze positive per il sempre più prossimo 2023

  

buona giornata e buon trading

SALVATORE BILOTTA

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