L'oro non brilla
Gli ultimi dati sull'inflazione negli Stati Uniti, hanno mostrato un valore maggiore rispetto a quanto si aspettavano gli investitori. In particolare l'inflazione "core" ovvero quella depurata dai costi dell'energia, evidenziando una crescita maggiore delle attese, ha spaventato i mercati. Questo dato ha aumentato le vendite sull’oro che ha perso quasi il -4% da inizio settimana tornado sotto il livello di $1.660.
Ora i traders ora prezzano un aumento dei tassi di interesse nella prossima riunione della FED di un punto percentuale, una mossa avvenuta in precedenza solo nel 1984. Tuttavia, il rischio per la crescita economica, mentre l'inflazione rimane ostinatamente alta, potrebbe riportare alla luce le preoccupazioni per la stagflazione, uno sviluppo favorevole per il metallo giallo.
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